lunedì 27 aprile 2015

Commento alla lezione 7 del 23-03-2015: "EVOLUZIONE DEL COMPUTER: dal pallottoliere allo schermo grafico"

Ci interessa entrare nell'evoluzione del computer, nel processo, per arrivare al concetto dello schermo grafico, che il soggetto principale della contemporaneità. Entriamo in modo più specifico nel mondo dell'informatica attraverso quello che è il mondo raster. 
Pallottoliere
Il professore ci suggerisce una frase simbolica: "l'importante è avere un carro", che metaforicamente parlando, oggi è necessario avere il computer, ma rimane di secondaria importanza il suo livello.

I - Calcolo a leva umana
La questione del calcolo automatizzato è antica, ha attraversato l'umanità, e alcuni cerchi si stanno chiudendo in questa fase. Esempio: il calcolo legato al dito, come elemento costitutivo della macchina/uomo, invece negli ultimi anni il dito è legato a un fatto tattile, il touch screen. Pioniere di questo argomento è Nicholas Negroponte, quando già nel 1984 diceva che "la vera strada è quella del tattile". 
Charkes Babbage
Il pallottoliere (o abaco) rappresenta uno dei primi modi di fare conti muovendo le mani fin dall'antichità, ma anche fino a poco tempo fa. 

II- La macchina dell'inventore
Cosa succede nell'evoluzione di queste idee? All'inizio dell'Epoca industriale nasce l'idea di macchinizzare il calcolo ancora di più, e creare macchine, personaggio importante fu Charles Babbage che inventò macchine trasformative che riescono a procedere in maniera meccanica i calcoli. Il campo dell'industria ha continui intrecci col campo tessile, il campo dei filati ha all'interno caratteristiche di computabilità, processualità, scrittibilità, che lo rendono proficuo verso il computer. Quindi le prime macchine agli inizi '800 riguardano l'ambito tessile.
Operatori Booleani
Poi nel corso dell'800 George Boole comincia a sviluppare una logica binaria, procedendo per un legame di successiva astrazione, ancora più del precedente. Logica binaria: 1 = si; 0 = no. Era già nato in realtà il Codice Morse, che precede alla creazione di messaggi elettrici attraverso l'invenzione del telegrafo, che fu un salto epocale. Ma George Boole fa di più, individua "operatori logici", che oggi chiamiamo Operatori Booleani. Cioè oltre al "si" e "no", classifica anche il "e...e", "se...se", ecc... All'inizio non si capiva ancora a cosa servisse, ma si svilupperà nella logica del pc.

III - La crescita dell'IBM
FORTRAN, scheda perforata
Nel '900 appare sulla scena l'IBM, società ormai ampia e trainante il settore dell'informatica. Come spesso accade le invenzioni nascono da problemi, in tal caso lo sviluppo del calcolatore, portato avanti da IBM, nasce dalla necessità di controllare alcuni dati della popolazione che interessano agli statisti, come: Quanti abitanti? Dove vivono? Quante tasse debbono entrare? Da cui nasce cosi l'annuario statistico, grazie allo sforzo portato avanti da IBM (Industry Business Machine) per rendere meccanici questi calcoli. Nascono forme meccaniche ma già compare la "scheda perforata" FORTRAN, contenitore di informazioni pertinenti un determinato tema, e la lettura simultanea consente di ricavarne altre informazioni e generare alcuni output.
Altro salto grosso è determinato dallo sforzo bellico, in cui avviene un salto di logica. Qual'è la chiave? L'elettricità. Si applica per la prima volta l'elettricità al sistema di
Transistor computer
calcolo, fino ad ora meccanico. Rappresenta l'arrivo dentro di un modo di organizzare la logica binaria che rientra in gioco fin da Boole. A questo punto ci sono già tutti gli ingredienti fondamentali. I primi macchinari, i primi computer erano enormi 
perchè i primi pc erano gestiti da sistemi di valvole, per gestire il "si/no". Intorno agli anni '50-'60 questo sistema tende a diventare sempre più piccolo dando vita al "miracolo della miniaturizzazione". E' il momento in cui l'IBM diventa una grandissima società che fornisce queste cose a università, banche, militari, ecc...

IV - Dal transistor al chip
Olivetti Elea
Nel frattempo dal punto di vista tecnologico avviene un altro passaggio, nasce il transistor, che sarebbe una sorta di miniaturizzazione della valvola. Un esempio di applicazione è la nascita delle radioline a transistor che vanno a sostituire la grande radio a valvola nel salone, è l'emblema del grande salto tecnologico: dalle valvole al transistor. E questo ha un impatto anche nei computer che possono diventare più piccoli.
Altra invenzione è il Circuito stampato. Non più il transistor ma circuiti di passaggi elettrici, grazie al materiale siliceo. Il primo computer a transistor è italiano ed era l'Olivetti Elea, disegnato dal designer italiano Ettore Sottsass. Olivetti era una società aperta e progressiva, e già negli anni '50 aveva delle unità di ricerca. Uno dei frutti ad esempio è Arduino, frutto della crisi di Olivetti, nato ad Ivrea dove c'era il centro di ricerca di interattività.

V - Il personal
Silicon Valley, California
Negli anni '60 da una parte c'è il il pc, con la sua immagine molto corporate, e dall'altra c'è la società, con la parola libertà molto in voga e che apre a un mondo nuovo e libero. Questa libertà poi si riflette in tutti i settori, e in questo clima generale accadono fatti che riguardano anche la cultura tecnologica. Cosa succede? Entra in gioco il filone della libertà, condensato in California. Perchè proprio qui?
1 - Durante la guerra si erano insediate ditte elettriche;
2 - l'Università di Berkeley rappresenta l'ideale della libertà;
3 - la California è uno dei centri liberatori.
Apple I
Da qui prende il via una sorta di mania, di moda di gente che "smanetta" ecerca di creare il primo computer assemblato personalmente, e non comprato da IBM, comprando i pezzi, inventandone alcuni e componendoli insieme: nasce così il primo personal computer. In questo clima si formano i club i cui questi personaggi si incontrano e si scambiano le esperienze, e vanno avanti per tentativi. Fino al momento in cui si presenta una bizzarra coppia formata da Steve Jobs e Steve Wozniak. Il secondo è un ingegnere geniale e insieme avevano inventato un macchinario per rubare telefonate. Poi nasce l'idea di assemblare il pc, ma non sono i primi a fare il tentativo. Questa impresa è impensabile senza capire il luogo di queste azioni: il garage. In America tutti hanno il garage, e ognuno lo organizza secondo i propri gusti, e in questo caso loro lo attrezzarono a contenere strumenti di elettronica. Creano così l'Apple I, mettendo insieme i componenti in vendita, perchè non erano ancora in grado di costruirli da soli. Questo nuovo prodotto rivela fin da subito che Steve Jobs è un visionario e maniacale, ma inteso non negativamente, ma ha un'idea di sintesi di quello che dev'essere il prodotto, per poi fare tutti gli sforzi possibili per raggiungere la realtà di questa visione. Quindi un ragionamento all'inverso: di solito si parte dalle caratteristiche.
Apple II
1° idea: sistema chiuso;
2° idea: ha un design, cioè è organizzato;
3° idea: fornire un'ecologia chiusa, sistemica del dare/avere.
Un altro passaggio fondamentale è la scelta che loro fanno nel momento in cui il prodotto esplode e viene riconosciuta la sua qualità. Inizialmete gli viene offerto un accordo con una ditta elettronica per vendere il loro prodotto, ma rifiutano. Perchè entra in gioco un finanziatore che permette di fare il grande salto dal garage alla produzione industriale. Arriva L'Apple II nel 1978. E' tutto contenuto in un case, è un computer, ha linguaggio programmabile, poca grafica, ha sistema operativo e cosa importantissima ha output: lo schermo. Questo segna l'arrivo al mercato di massa e non come prodotto di nicchia. 
Contemporaneamente avvengono 2 fatti:
nasce la Silicon Valley, in cui sempre più le società di elettronica tendono a stare insieme;
diventano enormemente ricchi. Perchè? Viene quotata in borsa.
In definitiva hanno contribuito ai progressi della società, cioè segnano la differenza tra avere questi strumenti e non averli.

VI - Dos e pc
Interfaccia MS-DOS
Bill Gates è l'alter ego di Steve Jobs, ma diverso di formazione e provenienza. Lui è un programmatore, quindi scrive codice. E' un ingegnere. A 20 anni scrisse il DOS, un programma che era un sistema operativo che poteva essere utilizzato su varie piattaforme, semplice e universale. Ha fatto un grosso salto quando invece che essere venduto, ha fatto un contratto per licenza, cioè guadagnava per ogni copia venduta. Crea la Microsoft, che fa solo software, a differenza di Apple. Fondata negli anni '70, ma il grandissimo salto lo compie quando si sveglia la IBM, che a un certo punto aveva completamente abbandonato l'idea del PC perchè non lo considerava fruttuoso come investimento. Ma negli anni '80 esce il primo PC IBM, 4 anni dopo Apple, ma entrano con la forza della grande industria scegliendo proprio la Microsoft come sistema operativo. Ma siccome il sistema è aperto, nessuno esclude che una ditta di una nazione giri con Sistema DOS. Questa è la grande differenza con Apple in cui hardware e software sono specifici.

VII - Mac e bit
Schermo bitmappato
Riprendendo la storia dell'Apple, manda in produzione il modello Apple II per grandi numeri, si stabilizza, ma il DOS comincia a farsi largo. Siamo ancora nel mondo dello schermo nero, in cui domina la relazione comando/informazione, tutto tramite tastiera, in codice. E' a questo punto che avviene l'ulteriore salto geniale di Steve Jobs. Va a Palo Alto dove c'è un gruppo di ricercatori della compagnia Xerox di fotocopiatrici, gruppi spesso chiusi all'interno di loro stessi, ma uno di questi invece il "gruppo PARC" svilupò una cosa nuova che non si era mai vista, un'interfaccia grafica. Cioè un modo di relazionare le informazione del computer 
Macintosh 128 k
alle informazioni dell'utente. E non un interfaccia letterale come era precedentemente, e negli altri sistemi operativa. Vuol dire che sul computer apparivano delle finestre, queste finestre erano sovrapponibili e navigabili col nuovo strumento del mouse. Cioè queste finestre contenevano informazioni molto eterogenee ma tra loro coordinate, il c.d. "menu a caduta" prima non esisteva e fu uno shock. Quindi questa invenzione non fu di Steve Jobs, ma fu bravo a capire prima degli altri il giusto uso. Così passa alla pratica creando il suo nuovo prodotto. Dapprima crea l'Apple Lisa basato sul menù, sul mouse e sull'interfaccia, purtroppo però costava 10.000$ ed era troppo costoso e rimaneva un prodotto nicchia. Così crea un gruppo di 10 persone portando avanti un nuovo progetto, denominato Macintosh, per portare a livello di massa questo nuovo mondo. Qual'è la più grande rivoluzione di questo cambiamento? Il passaggio da uno schermo nero, concepito per contenere comandi, allo schermo grafico ha obbligato a creare uno schermo bitmappato, cioè il suo schermo è composto da pixel, con cui si può creare qualsiasi immagine. Quindi sostanzialmente uno schermo che emette informazioni piuttosto che un contenitore di dati, e capace di riportare tutti i codici in un'immagine, di varia natura, gestibile dalla barra menù del mouse: una nuova logica. Il primo Macintosh uscì per la prima volta ai Magazzini Kauffman, il Macintosh 128k, e per la prima volta emanava luce, attraeva e colpiva. Si capiva che c'era un mondo diverso ma non ancora bene si capiva cosa fosse. Il costo era elevato, intorno ai 2.000$, 12 pollici, monocromatico, floppy da 400k per lo storaggio. Dentro il floppy c'era caricato il sistema operativo più almeno un software più un pò di spazio per scriver un documento, ma massimo un grafico. La memoria originaria era di 128k. Per il Professore Antonino Saggio all'inizio sembrò una sola, invece col tempo riuscì a capire che fu un ottimo investimento in quanto lo aiutò a vedere fin da subito l'architettura sotto la lente di questo nuovo strumento, approcciando un'ottica diversa, interrogandosi su cose nuove. La cosa importante era il suo funzionamento in maniera integrata hardware/software, è molto stringente la relazione, a differenza del DOS. Cosa consente questo sistema in cui la costruzione del computer e software è così coesiva? Salti tecnologici dovuti al forte rapporto tra i due. Alla base c'è un sistema di istruzioni, le "quickPro", altro esempio di approcio grafico attraverso tutto il computer, fatto di passaggi trasversali bitmap/testo.
Stampante a matrice di punti
Nel 1985 nasce il "postscript". La differenza qual'è? Il primo è un sistema di routine basato sul bitmap (griglia) che consentiva di stampare quello che si vedeva sullo schermo. All'epoca avvenne il grande salto potendo trasferire nella stampante punto per punto, moltiplicando e dividendo la griglia, da 72 dpi a 300 dpi.  Il secondo postscript è completamente diverso. Vuol dire che faccio una traduzione matematica di quello che è raffigurato nello schermo. Tale passaggio non lo vedo, ma consente di ottimizzare il prodotto finale a seconda della qualità di stampa: cioè posso vedere la lettera "O", o come insieme di puntini, o tramite vettori, cioè equazioni matematiche.
Le prime stampanti erano a matrice, a puntini, mentre il grosso passo fu fatto quando uscì la prima stampante laser gestita attraverso postscript, il desktop publishing.
Nel 1987 comparve per la prima volta l'HyperCard, e subito dopo anche l'hyperLink che permetteva di schiacciare un "tasto" per andare da un'altra parte, basato sul linguaggio HyperTalk. Comincia quindi il mondo dei salti, il mondo dell'Hyper, andando da una parte all'altra in maniera discontinua. Da sottolineare che ancora parliamo di salti che si possono fare solo in locale, quindi all'interno di un piccolo mondo multimediale basato sui link. Poi nei primi anni '90 comparve il CD-ROM permettendo un ampliamento di informazioni.
Netscape, primo Browser
Ma il vero salto avvenne quando il link si introdusse nella rete internet, come sistema globale di informazione: linguaggio HyperTalk. Ma a cosa poteva servire? E' interattivo.
Intanto i PC si erano evoluti. Non c'erano più solo 400 k, ma arrivano gli hard disk esterni, così con un bottone si poteva aprire un gioco nell'hard disk, quindi si entrava e si usciva con un clic.
Nel 1994 arriva l'HTML, che a livello del sistema operativo crea un "link attivo" a internet direttamente sul sistema operativo, riportando in quel specifico punto di internet.

VIII - Bit
Si chiude il cerchio perchè con la logica binaria rimando a Google le immagini che vedo sul mio schermo, perchè lo schermo grafico è la chiave di questo passaggio. Cioè il passaggio importante è quando si comincia ad importare le immagini dentro ai sistemi, quindi da questo momento i computer cominciano a parlare.
Ormai l'idea dello schermo buio in cui inserire i dati è passata. Ora c'è il mondo che emette informazioni. Ora per noi è centrale il tema dello strumento computer, chiedendoci: come mettere a frutto queste nuove possibilità, queste nuove funzioni? Come entra l'informatica nell'architettura?









Nessun commento:

Posta un commento