martedì 28 aprile 2015

Commento alla lezione 10 del 15-04-2015: "LA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMMAGINI"


Che cos'è un pixel secondo noi?
Una spiegazione la si può trovare nel libro del Prof. Antonino Saggio, "Introduzione alla Rivoluzione Informatica in Architettura", nell'8° capitolo, è diversa e riguarda l’impatto dell’informatica all’interno della ricerca architettonica contemporanea, attraverso personaggi in cui ognuno ha un suo modo di vedere l’architettura contemporanea. Come il mondo del pixel entra nell’architettura.
Il passaggio ulteriore è che oggi è lo schermo stesso che è diventato tattile. Pure Negrop
Jean Nouvel, Torre Agbar, Barcellona, 2005
onte parlava di schermo tattile, ma il passaggio è come farlo diventare informazione, vera interfaccia operativa.
Il mondo dei pixel ha una tendenza all’interno dell’architettura come se alcuni immagini diventano pixelate, come Jean Nouvel, Torre Agbar, ma qui è anche intelligente, però entrando a contatto con questo oggetto qui si riconosce che il mondo del pixel c’è, mentre nel Seagram di Mies non si riconosce, li esiste la macchina. Cosi come il tetto del Mercato a Barcellona, è cosi perché fatto oggi nel mondo del raster, perché la nostra immagine mentale ha questa componente.
Individuare nella storia dell’architettura il padre fondatore di questo modo di pensare, qual è? I campione di questo ragionamento sono Herzog e de Meuron. Perché l’hanno cominciato a fare? Perché le loro prime opere, ma un po’ tutte, essendosi formati in ambito svizzero, tramite Aldo Rossi, loro operano attraverso volumetrie estremamente semplici, stereometriche. Ma come operano? Facendo vibrare il più possibile la superficie, piuttosto che non di tipo spaziale. Loro a un certo punto hanno interfacciato anche il pixel, mentre in una prima fase no. Dopo hanno cominciato a lavorare col pixel come lo stadio di Monaco, o lo stadio olimpico a Pechino è sempre un ragionamento sulla superficie di intrecci. Ma se vogliamo capire un po’ come il mondo del raster esista nel mondo dell’architettura e in cui rientra nella superficie, possiamo ripercorrere Herzog e de Meuron.
Quindi nel mondo della superficie succedono tante cose, da un certo punto di vista rappresenta di nuovo l’entrata dello schermo in architettura in quanto macchina, meccanismo spaziale.
Herzog e de Meuron, Stadio Olimpico, Pechino, 2008 
Quindi l’operazione di Herzog e de Meuron la posso vedere da destra e sinistra: sia come recesso a scatola pura, vedendola come regredimento, e di fatto lo è, sia anche se vista da un altro punto di vista, invece è l’entrata di un mondo in cui lo schermo e la piattità, vuol dire raster, entra nell’architettura, è un discorso sulla superficie che si complessifica man mano andando avanti. In un primo momento non si pensava che potesse essere anche struttura, ma solo pelle, ma a Pechino così non è. Quindi entra un modo di pensare che è sia regressivo, ma anche un nuovo modo di ragionare che è un mondo che è continuamente avvolto da schermi.

A una complessificazione del codice corrisponde una complessità dell’architettura, proseguendo attraverso i cicli, passando al mondo vettoriale, mondo dei bitmap, mondo dell’interattività, sono salti epocali e si portano dietro conseguenze anche nell’architettura.

Nessun commento:

Posta un commento