mercoledì 25 marzo 2015

Commento alla lezione 2 del 02-03-2015: "IL RUOLO STRUTTURALE DELL'INFORMAZIONE"

In che senso "strutturale"? Perchè è costruttiva? No. Perchè è una vecchia costruzione marxiana in cui la strutturazione della società deriva da strutture economiche, rapporti di produzione, come si producono le cose, perchè le società sono viste secondo i loro modelli produttivi.
Perchè c'è quest'idea?
Perchè questo ragionamento continua ad influenzare abbastanza e a noi interessa particolarmente Alvin Toffler, sociologo e futurologo, che scrisse un libro nel 1980 "The third wave" ("La terza ondata"). Che cosa fa e cosa vuol dire con "terza ondata"? Utilizza lo stesso ragionamento del Marxismo, pur senza mai nominarlo, affermando che "l'umanità può essere divisa in tre fasi produttive:

Campi agricoli nel Medioevo
1° - AGRICOLA: in cui il bene primario è la terra che produce beni alimentari e i rapporti produttivi si basano su di essa. A livello temporale và dal neolitico fino al 1.700;

2° - INDUSTRIALE: in cui la terra perde di importanza e lascia il passo al possedimento di una fabbrica che produca un bene di un oggetto. A livello temporale và dal 1.700 al 1.950;
3° - INFORMAZIONE: in cui perdono d'importanza sia la terra sia la fabbrica per lasciare il posto a società di servizi informatici (Apple, Microsoft, IBM,ecc...) e comunicativi (Google, Facebook, Twitter,ecc...). A livello temporale và dal 1.950 ad oggi.
Fabbrica FIAT
Se tale ragionamento non convince, allora basta fare una controprova, chiedendoci: chi sono i ricchi?
1°: le grandi quantità di terreno erano la chiave della ricchezza e i principali possessori erano i grandi signori, principi, Papa, ecc...;
2°: le fabbriche erano l'elemento decisivo e i capitalisti in quest'epoca sono i più ricchi, ad esmpio gli Agnelli in Italia, ecc...
Sede Google, Silicon Valley
3°: che in un primo momento, dal 1.950 al 2.000, la ricchezza risiedeva nella produzione di hardware e software (Apple, Microsoft, ecc...), invece negli ultimi 10/15 anni la ricchezza si è spostata verso l'informazione (Facebook, Google, ecc... e in Italia Berlusconi che possiede le reti Mediaset);
quindi possiamo affermare che oggi i due parametri precedenti, terreni e fabbriche, sono crollati.
Quindi questo cosa comporta? Comporta delle scelte individuali. 
Perchè se si punta su un bene terreno oggi, si ha una chance che è percentualmente bassa. Perchè? Perchè tutta la società è strutturata in altro modo. Invece se si punta su un campo più fertile è chiaro che incrementare l'investimento è più facile. Quindi l'investimento sull'informazione è un investimento sostanzialmente più produttivo, o che ha una chance maggiore di essere produttivo.
Se ancora non siamo convinti di questo ragionamento, proviamo a portare un esempio pratico che lo dimostri definitivamente.
Perchè suddividere in tre fasi? Noi oggi non mangiamo? Certo che si. Ma anche nell'epoca agricola c'erano le macchine, quindi l'industria giocava un suo ruolo. Così come l'informazione che esisteva dai tempi dei tempi. Quindi ci si può confendere se non abbiamo il concetto giusto. Ma qual'è il concetto giusto? Ciò che importa capire è l'importanza e il peso di ogni singolo settore nelle diverse epoche. Ora ci creiamo il concetto giusto pensando al contario. Pensiamo a un elemento vegetale e pensare a come è strutturato al suo interno dal punto di vista produttivo.


 FRUTTO MANGO

Grafico che indica gli apporti di ogni settore sullo stesso prodotto in epoche differenti

Dividiamolo in tre momenti della sua produzione: epoca agricola, epoca industriale, epoca dell'informazione. E cerchiamo di estrarne la quota parte relativa ad ogni settore.
Epoca agricola (neolitico - 1.700): 
90% è legato al fatto di possedere la terra dove crescere il frutto;
8% legato agli strumenti adoperati per la produzione (rastrello, scala,ecc...);
2% legato all'informazione e alla consocienza del frutto stesso.
Ma a cosa si riferisce di preciso quest'ultima componente? A come farlo crescere, ai tempi di semina e raccolta, al fatto che c'è un tipo più produttivo di un altro, che il mango nasce da un incrocio, ecc...
Ovviamente queste percentuali sono indicative e non sono rilevate attraverso un calcolo deterministico, ma così prese ci aiutano a capire i diversi apporti di una sfera piuttosto che un'altra.
Prendiamo lo stesso mango ma questa volta cerchiamo di comprendere il suo processo produttivo in un'epoca diversa. Le cose cambiano notevolmente.
Epoca industriale (1.700 - 1.950):
35% legato al possedimento di terra;
50% legato a tutto l'apparato industriale, ora molto più sviluppato e pregnante la produzione del mango (trattore, industria che produce il trattore stesso, confezionamento, carburante per il trattore, energia per l'industria, trasportso della materia finita, ecc...);
15% legato all'informazione, che col tempo si sviluppa sempre più gli studi botanici della materia prima stessa.
Ma da questa fase alla prima avviene un salto logico importantissimo e strategico.
Epoca informazione (1.950 - oggi):
15% dovuto ai possedimenti terrieri, che ormai quesi non influiscono più sul prezzo del prodotto finale;
35% legato ai mezzi industriali;
50% legato all'informazione.
Possibile mai che sia così tanto la quota di informazione? Si, e forse lo è anche di più. Ma cosa vuol dire quel 50%?
Rappresenta un know-how sempre maggiore. Il fatto di trovare il mango al supermercato è legato a un ciclo che non non è legato al bene agricolo ma alla sua diffusione pubblicizzazione di uno stile di vita, quindi legato all'informazione.
Cosa stanno a significare tutti questi numeri? Ci dicono la quota parte di economia che è convogliata in un determinato prodotto, ma ci dicono una cosa ben più importante. Il salto da logico da compiere risiede nel fatto che questi numeri sono la fotografia di una società che è cambiata nel tempo, cioè che anche in un bene primario come il cibo la quota di informazione la fa da padrona.
Un ulteriore salto logico avviene se riusciamo a rispondere in maniera intelligente alla domanda: che lavoro faceva tuo nonno statisticamente probabile? Cioè prendendo in questione il nonno che viveva in un'epoca diversa dalla nostra probabilmente era impiegato in un altro settore. Quindi quei numeri dimostrano anche un cambio della struttura della società. In altre parole dietro quei numeri espressi in percentuale si nascondono le persone. Cioè ad esempio quel 90% lo possiamo leggere come 90 persone su 100 che lavorano nei campi per produrre il mango, e così via per gli altri numeri.
Questo è un concetto fondamentale da capire e che si può applicare sempre per qualsiasi soggetto in qualsiasi epoca. Quindi se noi cambiamo la logica passando dal prodotto e trasformandola alla logica delle persone vediamo proprio cosa fanno la maggior parte delle persone. 

Ora cerchiamo di sottolineare le differenze di concetto tra l'epoca attuale e la precedente, quella industriale.
Catena di montaggio della Ford T
Il modello industriale era pervaso da una logica lineare, input-output, cercando di ottimizzare ogni singolo momento della catena di montaggio, con l'obiettivo di rendere gli oggetti facilmente replicabili e quindi standardizzandoli, ottenendo come risultato un prodotto identico a tutti gli altri che escono dalla catena di  montaggio, idealmente replicabile all'infinito. Volendo riassumere la logica industriale in una frase potremmo dire che: "io esisto in quanto funziono". Un esempio emblematico è la Ford T, che era stata creata su misura per la famiglia-tipo, per soddisfare i bisogni-tipo, quindi oggettivizzando persino i bisogni delle persone, mettendole così tutte allo stesso livello. Significativa e rimasta alla storia è una frase di Henry Ford, "non importa di che colore sia la macchina purche sia nera".

Viceversa la logica che risiede alla base dell'epoca dell'informazione è la personalizzazione, quindi prodotti distinti e differenti gli uni dagli altri, capaci di rispondere ai bisogni del singolo individuo e non più della famiglia-tipo. Quindi volendo riassumere con una frase diremmo che "io esisto in quanto informo". Un esempio di questo paradigma, rimanendo sempre nel campo dell'automobile, è la vasta gamma di possibilità che offre la smart per accaparrarsi il più vasto e variegato pubblico possibile, ricevendo un grande supporto anche dall'immenso sviluppo dell'elettronica che permette configurazioni diverse semplicemente con un pulsante.
Chip elettronico
Quindi l'elemento che permette il salto rispetto alla fase precedente è sicuramente l'apporto dell'elettronica, che ha potenzialità ancora da scoprire. Quindi ci troviamo in una società iperpersonalizzata in cui si innesca un processo di informazione attivo e personalizzabile, passando così da un atteggiamento oggettivo a uno soggettivo in ogni campo della produzione del sapere. Un passaggio fondamentale che ormai è avvenuto e di cui dovremmo esserne coscienti per entrare a far parte per comprenderne le tendenze successive. Infatti riflettendoci un attimo oggi ormai diamo per scontato che una cosa funzioni, tanto da trascurare tale aspetto

L'IMPATTO DELL'INFORMAZIONE:
Tessera supermercato (Carta fedeltà)
Per comprendere l'enorme influenza che l'informazione ha sulla propria vita di tutti i giorno, come sempre proponiamo un esempio pratico: La tessera al supermercato. Cosa significa avere o non avere quella tessera? Che differenza c'è tra averla e non averla? C'è una differenza enorme. Il fatto di possedere quella tessera equivale all'essere controllati in tutti i propri movimenti e soprattutto perchè nella tessera ci sono tutte le nostre informazioni: nome, cognome, via, numero di telefono, mail, ecc...
Quindi comprando un qualsiasi prodotto tutti i nostri acquisti vengono registrati e salvati iu un database in cui è possibile studiare i nostri comportamenti, i nostri gusti, le nostre preferenze, ecc... quindi forniamo dei dati che sono fondamentali. Questi dati vengono poi rielaborati per cercare di pubblicizzare ad ognuno di noi il prodotto che più si avvicina ai nostri bisogni e ai nostri gusti.

Concludendo possiamo dire che ormai ci troviamo in una società in cui si vende non più il prodotto in quanto util, perchè ormai lo si da per scontato, ma è più importante e si vende l'immagine che quel prodotto possiede incarnando dentro se tutta una serie di signicati, stili di vita, appartenenza a un gruppo, ecc... che sono alla base delle scelte che ognuno di noi quotidianamnte prende, ma non dobbiamo dimenticarci che queste scelte tanto volte non sono prese da noi in maniera autonoma, ma, pur senza accorgercene, siamo incanalati verso una direzione che ci viene proposta dal mondo delle immagini a cui apparteniamo, ma che è solo una rappresentazione grafica che può anche non corrispondere alla realtà.

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